Monte Carmo di Loano (m. 1389) da Verzi

  • Località di partenza: Verzi di Loano
  • Quota di partenza: 180 m
  • Dislivello: 1200 m
  • Tempo di percorrenza. 5h30′ l’anello
  • Difficoltà: E

Il Monte Carmo di Loano  (per distinguerlo dai numerosi omonimi sparsi per la Liguria) è accessibile da più versanti con percorsi assai diversi tra loro, sia dal punto di vista paesaggistico, sia per lunghezza.  La montagna  è costituita da due cime: la principale (m. 1389), un dossone arrotondato di erba e rocce, su cui sorge una grande croce e una piattaforma metallica (dove sono indicate le direzioni delle località e le cime delle Alpi visibili), e un anticima sud-est (m. 1328) su cui si trova la stazione d’arrivo di una teleferica. Qui viene descritta la salita dal versante sud/sud-est della montagna, partendo da Verzi.

Il Monte Carmo di Loano

Accesso stradale: Dall’Autostrada A10 Genova-XXmiglia, si esce a Pietra Ligure, quindi giunti sull’Aurelia si prende a destra per Loano, dove si imbocca la comunale per Verzi. Giunti nella frazione si lascia l’auto nell’ampio parcheggio a destra, in  Borgata Chiesa.

Verzi borgata Chiesa

Itinerario: Si continua a piedi verso monte, sulla strada asfaltata principale che lascia a destra  la chiesa parrocchiale  e sale tra i boschi della Val Nimbalto. Dopo un lungo tratto su asfalto, lascia a sinistra una stradina secondaria diretta ad un allevamento di cani, diventa sterrata (sempre in discrete condizioni) e raggiunge con una serie di tornanti in ripida salita, un parcheggio in località Castagnabanca (600 m – 1h da Verzi).

In fondo al piazzale, si segue il sentiero a monte (segnavia: due quadrati rossi pieni)  che sale nel bosco ricongiungendosi in breve ad una sterrata. La si rimonta verso sinistra transitando accanto ad una caratteristica casella. Giunti nei pressi di una valletta si trascura la traccia principale (diretta alla Rocca dell’Aia), per piegare a destra su una ripida mulattiera che con percorso tortuoso raggiunge un rio, che attraversiamo su una passerella in legno (“Ponte Martinetti”). Con un ultimo strappo raggiungiamo l’ameno ripiano erboso dove sorge il Rifugio Pian delle Bosse (841 m – h 0,30 da Castagnabanca) di proprietà del CAI di Loano ai piedi del contrafforte sud-est del Monte Carmo. Il Rifugio aperto per la maggior parte dell’anno con servizio di alberghetto, dispone di 40 posti letto, servizi igienici esterni ed al piano, doccia calda, telefono (019.671.790) ed un salone che può ospitare più di 50 persone. Nei pressi della struttura, inaugurata il 21 Maggio 1978 si trovano tavoli e panche per il picnic, ed una fresca fontana.

A monte del Rifugio, si ritrova la traccia da seguire per un breve tratto, fino ad un bivio. Lasciato a destra il sentiero per il Giogo di Giustenice (Segnavia: Triangolo rosso pieno) da dove si chiuderà il nostro giro ad anello, si segue a sinistra la traccia (segnavia: due quadrati rossi pieni) che risale in diagonale il boscoso pendio, che mano a mano che risale verso la cresta si fa più rado lasciando il posto agli arbusti che diventano preponderanti. Superata con fatica un’ultima china piu’ ripida si sbuca sulla cresta sud-est. I segnavia portano a rimontare il filo  del costone roccioso, con divertente percorso tra tratti erbosi e roccette e vari saliscendi, aggirando sulla sinistra un risalto roccioso piuttosto aereo per raggiungere infine l’Anticima sud-est da dove, davanti a noi, si scorge il pendio con in cima la grande croce del Monte Carmo. Si scende nell’ampia depressione erbosa alla base del pendio finale (m. 1315), lasciando a sinistra il sentiero diretto al vicino Rifugio Amici del Carmo e si risale con alcuni tornanti l’erta china fino a raggiungere la vetta (m. 1389 – 1h 30′ dal Rifugio). Il panorama dalla cima è straordinario: la riviera ligure dal Golfo del Tigullio fino ad Albenga, verso il mare è possibile osservare il profilo della Corsica, mentre sul lato opposto è un osservatorio privilegiato sulle Alpi Liguri.

Vista da in cima al Carmo verso il mare

Ritornati al  crocevia fra il Carmo e l’Anticima Sud-Est si svolta a sinistra (Est), seguendo i segnavia dell’Alta Via dei Monti Liguri (AV) e il triangolo rosso del Sentiero delle Scalette. Procedendo sul ripido sentiero, a tratti accomodato mediante rudimentali scalini ricavati con travi in legno, si scende nel fitto bosco del versante orientale del Carmo, dove è facile incontrare cavalli allo stato brado. Mantenendosi sul tracciato principale, in breve si perviene al Giogo di Giustenice (1139 m, h 0,30 dalla cima).

Dal valico si segue in la carrareccia in discesa verso destra, fino all’altezza del primo tornante: qui stacca diritto (1130 m) un comodo sentiero (segnavia triangolo rosso, indicazioni Rifugio Pian delle Bosse) che, inizialmente in lieve salita, quindi con percorso in piano rientra nel bosco e raggiunge le Neviere del Monte Carmo che servivano all’uomo per conservare la neve (tabellone esplicativo). Erano semplici buche di forma cilindrica profonde 4/5 metri, con diametro variabile da 5 a 10 metri e pareti rivestite di pietrame a secco, fondo drenante per permettere all’acqua di defluire all’esterno per non compromettere quindi il restante materiale, uno spesso strato di foglie secche (ogni 50 cm di neve pressata) e da una copertura costituita da sacchi di canapa, uno strato di terra e ramaglie che fungeva da camera d’aria, con un sovrastante riparo in lastre di pietra e terra pressata per isolarla il piu’ possibile dall’esterno e permetterne così la conservazione del ghiaccio fino all’estate successiva. Notizie delle prime niviere risalgono all’età del bronzo, ma in questa zona sorsero a ridosso del 1600 e da subito l’attività subì l’imposizione di una tassa da parte dello Stato Genovese (“Gabella della neve” 1625). Dai primi anni del ‘900 tale attività fu soppiantata dalla produzione di ghiaccio.

Si prosegue lungo l’evidente traccia, transitando a breve distanza dai lastroni di vetta del Bric Pratello, quindi presso una palina, si effettua un deciso cambio di direzione verso destra, tagliando a mezza costa alcuni ripidi pendii. Raggiunto il letto di un rio quasi sempre in secca, lo si segue per un tratto in discesa lungo la sinistra idrografica, poi lo si attraversa e, si chiude l’anello al bivio poco sopra il Rifugio Pian delle Bosse.

Il toponimo “carmo“, molto diffuso in Liguria e dintorni, deriva probabilmente dalla voce prelatina kar, che significa “pietra, roccia” e, per estensione “montagna”; indica spesso montagne massicce ed imponenti, dalle forme tondeggianti.

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