Becca di Nona (m. 3142) da Pila (arrivo seggiovia Pila-Chamolè)

  • Località di partenza: Pila (arrivo seggiovia Pila-Chamolè)
  • Quota di partenza: 2309 m
  • Dislivello:  m 1350
  • Tempo di percorrenza: 6 h 30′ (a/r)
  • Difficoltà: E

Accesso stradale: Dall’uscita autostradale di Aosta, si seguono le indicazioni per Pila, attraversando il fiume Dora a Pont Suaz, quindi superato Charvensod si risale la Strada Regionale 18 fino al grande posteggio sulla sinistra prima del centro turistico, da dove parte la seggiovia che raggiunge il lago di Chamolè.

Itinerario: Utilizzando la seggiovia si arriva a quota 2309 m., a pochi minuti dal Lago di Chamolè (m. 2325). Lo si costeggia per un breve tratto, fino alle paline segnavia poste all’inizio della sponda nord quindi, seguendo le indicazioni per Comboè, si trascura a destra il sentiero che conduce al Colle Chamolè (e successivamente al Rifugio Arbolle), per risalire il crinale del Col Replan. Al successivo bivio si prende a sinistra, per giungere al colle, dove si intercetta a destra, prima un sentiero proveniente da Punta Replan quindi sempre a destra, una traccia molto ripida (poco evidente) che scende direttamente a Comboè. Proseguiamo  invece diritto, per giungere al bel pianoro di Col Fenetre, dove sulla destra si stacca il sentiero che scende nel bosco, che perdendo in breve 450 metri, raggiunge nel vallone di Comboè l’omonimo alpeggio. Lasciati i fabbricati dell’alpeggio, si risale il fondo del vallone (sentiero 14 – 16) fino ad un bivio. Si svolta a sinistra, superando il torrente su un ponticello in legno, lasciando diritto davanti a noi il sentiero che prosegue in direzione della bastionata rocciosa, su cui si trova il rifugio Arbolle (m. 2500).

Il nostro sentiero prende quota rapidamente nella fascia boschiva fino a Pian Valé (letto di antico ghiacciaio), dove prosegue sempre molto evidente, fino alle pendici detritiche della Becca di Nona. Si raggiunge quindi un bivio, nei pressi di un grosso masso (m. 2550), dove a sinistra parte l’itinerario della normale che conduce alla Becca di Nona (sentiero 16). Si inizia a salire con numerosi tornanti che guadagnano rapidamente quota, toccando più in alto una zona appena più impegnativa, costituita da roccette e materiale detritico instabile. Poco sotto la cima, si incrocia una traccia evidente che sale dal Col Carrel, che è possibile utilizzare per la discesa volendo fare un giro ad anello. Da qui, in breve tempo su buon sentiero, si raggiunge la grande statua della Vergine posta nei pressi della cima (m.3142). L’opera con basamento in ghisa, voluta dal CAI di Aosta e trasportata a dorso di mulo, venne inaugurata il 12 settembre 1892.

In cima alla Becca di Nona

L’autore della prima ascensione conosciuta è l’ing. Casalegno dello Stato Maggiore dell’Esercito nell’anno 1832.

Discesa: In alternativa alla discesa sull’itinerario percorso per l’ascesa, è possibile ripercorrere a ritroso il sentiero di salita fino alla traccia molto ripida che a sinistra (sulla cresta sud) scende al Colle Carrel (e al Bivacco Zullo), quindi su sentiero meno ripido ricavato nell’ampio canale, si raggiunge il bivio a quota m. 2550 dove si unisce alla normale di salita.

Toponomastica. Sono senza dubbio di più antica denominazione le vette che indicano le ore per i paesi a nord di essi: così la “Becca di Nona” è così chiamata perchè gli abitanti di Aosta quando vedevano passare il sole sulla sua sagoma sapevano che erano le tre del pomeriggio, la nona ora canonica romana (il conteggio partiva alle sei del mattino).

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