Rocciamelone (3538 m) da La Riposa

  • Località di partenza: La Riposa di Mompantero (TO)
  • Quota di partenza: 2205 m
  • Dislivello: 1350 m
  • Tempo di percorrenza. 3h45′ la salita – 2h30′ il ritorno
  • Difficoltà: EE

Accesso: All’ingresso di Susa, si prende a destra una strada poco visibile, che superata la ferrovia,  prosegue in direzione della frazione Urbiano di Mompantero (indicazioni “Rocciamelone”). Si tralasciano vari bivi secondari, fino a raggiungere con una strada piuttosto stretta che poi diventa sterrata, un piccolo pianoro dove e’ situata la partenza di una teleferica (211o m) e dove e’ possibile posteggiare l’automobile. Volendo si può ancora proseguire per alcune centinaia di metri, fino a che la strada e’ interrotta con una sbarra, subito sotto l’ex fortino della Riposa, ora ristrutturato ed adibito a Rifugio privato.

Itinerario: Si imbocca il sentiero che risale verso nord-ovest un ripido versante prativo e quindi piega verso nord, attraversando in orizzontale un canalone: quindi, volge verso ovest e riguadagna il crestone erboso. Lo risale in direzione nord-ovest, con ampi tornanti, perviene alla base di uno sperone roccioso, che viene aggirato sulla destra (tornanti), per raggiungere in breve il Rifugio Ca’ d’Asti (1h 45′).

Il rifugio (60 posti letto – tel. 0122 33192) è un posto tappa GTA, aperto da Luglio a metà settembre, di proprietà della Diocesi di Susa. E’ situato sulla cresta Sud-Ovest del Rocciamelone a quota m. 2854.

Dietro al rifugio, un largo sentiero comincia a salire molto ripido lungo il versante sud del Rocciamelone, snodandosi in numerosi faticosi tornanti che risalgono un’ampia zona a sfasciumi, senza alcuna difficoltà tecnica.   Arrivati a quota 3300 a La Crocetta (piloncino sormontato da una croce di ferro – 3h da La Riposa), inizia la vera salita alla cima: il tracciato abbandona il versante Sud e si sposta sul versante Est, attraversandolo nella prima parte con una lunga diagonale, per riprendere a salire con stretti tornanti fino a raggiungere la cresta che si affaccia sulla valle di Viù.

Da qui il percorso si fa più esposto, scavato nella roccia su cenge e roccette, attrezzato con corde e canaponi. Superate le ultime difficoltà si perviene al piazzale antistante la cappella-rifugio “Santa Maria” (45′ da “La Crocetta”).

Alle spalle della cappella-rifugio, su un basamento in pietra posizionato nel punto piu’ alto della cima c’e’ una statua in bronzo, la Madonna del Rocciamelone, creata nel 1899 dallo scultore Giovanni Antonio Stuardi (1862 -1938) grazie al contributo economico di ben centotrentamila bambini e delle loro famiglie che risposero all’appello lanciato da un giornale di donare una moneta da due soldi (10 centesimi) per la sua costruzione. Nel piccolo rifugio Santa Maria, è racchiusa tra le sue mura un piccolo locale sempre pronto ad accogliere gli escursionisti ed una cappella. Accanto alla costruzione, iniziata nel 1923 e restaurata nel 1976, è presente anche una statua dedicata a Vittorio Emanuele II, che commemora la salita del sovrano ad una delle vette più celebri del Piemonte, salita avvenuta nel 1844.

Curiosità: La prima salita del Rocciamelone è attribuita a Bonifacio Rotario d’Asti, che raggiunse per primo i 3538 metri della cima nel 1358, portando con sé un trittico bronzeo (ora custodito nella Cattedrale di S. Giusto in Susa), per sciogliere un voto, fatto mentre era in Terra Santa, prigioniero dei mussulmani. La data di questa prima ascensione del Rocciamelone, viene fatto coincidere da alcuni, con la nascita dell’alpinismo.

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