Monte Ricordone (m. 1764) da Rore di Sampeyre

di Piersimone Avena

  • Località di partenza: Rore (CN)
  • Quota di partenza: 960 m
  • Dislivello: 804 m
  • Tempo di percorrenza. 2h10′ la salita – 1h15′ il ritorno
  • Difficoltà: E

La croce in cima al Ricordone

Accesso: da Cuneo si percorre la statale che, procedendo verso il saluzzese, giunge a Costigliole Saluzzo. Da qui seguire la SP 8 (indicazione per il Colle dell’Agnello) fino al centro abitato di Rore, che sorge sulla sinistra orografica.

L’itinerario in oggetto è breve e ben si adatta ad una fugace finestra di bel tempo primaverile, tuttavia le caratteristiche paesaggistiche e le testimonianze storico-naturalistiche dell’area rendono la visita godibile e interessante.

Nell’abitato di Rore si parcheggia l’auto all’inizio della strada asfaltata che si addentra nel soprastante Vallone di Pramiran, in prossimità di una grande condotta forzata in cemento. Sottopassata l’opera idraulica e costeggiando il rio Pramiran, ben presto si giunge a un ponticello sulla destra, che si percorre imboccando una stretta stradina asfaltata la quale, nel volgere di alcuni tornanti, conduce dapprima alla borgata di Puy inferiore e, dopo, all’amena Puy superiore. Qui è possibile osservare testimonianze della tradizionale architettura alpina: le case – in pietra con tetti in losa e belle architravi in legno – sono fortemente raggruppate, a creare un nucleo abitativo compatto, adatto agli inverni rigidi e nevosi. La frazione, economicamente ancora vitale in quanto sede di un piccolo allevamento bovino, è impreziosita da una bella chiesa, da una caratteristica strada lastricata e da una rustica fontana con vascone in pietra.

Proprio di fronte alla fontana, accanto alla chiesa, inizia la mulattiera che, con moderata salita, entra nella fitto bosco di frassini. La si percorre agevolmente incontrando, dopo buon tratto, il ramo che si dirige verso Meira Paula e, poco oltre, un pilone votivo con affreschi agiografici di molteplici figure della religiosità alpina.

Ormai in vista di una sella erbosa, si continua per il facile sentiero fino a raggiungere la bellissima radura che ospita le Grange Culèt (quota 1400 mt circa, pilone votivo). Anche in questa minuscola località (ideale tappa, al ritorno, per il pranzo) sono presenti significative dimostrazioni di architettura rustica alpina. Nella grande fontana, inoltre, in primavera si possono osservare le gelatinose uova delle rane, le quali, accanto alla presenza di altri “indicatori biologici” come le salamandre, testimoniano la sopravvivenza di un ecosistema integro e ricco di biodiversità.

Giunti al Culèt si attraversa la borgata portandosi a monte di essa, il cupolone del Monte Ricordone è ben visibile a Nord-Est. Il sentiero, praticamente in trincea, si inoltra nella macchia di conifere per poi sbucare su un dosso popolato da uno splendida boschina di betulle, a questo punto la traccia gira decisamente a seguire lo spartiacque che diventa erboso formando lo spallone occidentale del Monte Ricordone.

Senza percorso obbligato (traccia) si percorre la spalla fino ad afferrare il sentiero che giunge dal Passo Malaura. Ormai sotto al grande cupolone sommitale del Ricordone, si può quindi seguire il sentiero oppure puntare, seguendo le curve di livello con largo semicerchio, alla grande croce bianca (elevata a ricordo dell’immane valanga abbattutasi nel 1885 su una delle borgate sottostanti).

Panoramica salendo verso la cima (foto di Alice Cavallo)

Dopo una breve visita al poggio che ospita la suddetta croce (posta in posizione aerea e panoramica sulla Valle Varaita) si punta alla vetta geografica del Monte Ricordone, contrassegnata da un modesto traliccio per rilievi meteo (quota 1763 mt).

Discesa: lungo l’itinerario di salita. Il Monte Ricordone si presta comunque a numerose varianti di discesa con itinerari che raggiungono Frassino oppure il Vallone di Gilba.

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