Testa dell’Autaret (m. 2763) da S. Bernolfo di Vinadio

  • Località di partenza: Vinadio (CN) – S. Bernolfo
  • Quota di partenza: 1663 m
  • Dislivello: 1113 m
  • Tempo di percorrenza. 3h15′ la salita – 2h00′ il ritorno
  • Difficoltà: E

Accesso: Da Borgo S. Dalmazzo si seguono le indicazioni per il Colle della Maddalena, attraversando Demonte, Aisone e Vinadio. Raggiunta la frazione di Pianche (m. 966), si lascia la statale, per seguire a sinistra la deviazione per Bagni di Vinadio. Oltre l’edificio delle Terme, si trascura a destra la strada per Besmorello, per procedere diritto, su strada asfaltata, in direzione di Strepeis e Callieri, fino alla borgata di San Bernolfo. Al tornante prima del villaggio (paline e pannello illustrativo) si parcheggia nello slargo a sinistra lungo la strada.

S. Bernolfo

S. Bernolfo (m. 1663)

Al tornante si prende diritto sulla sterrata ex-militare che attraversato il ponte in muratura sul Rio Corborant, prosegue in leggera discesa fino ad un bivio, dove riceve sulla sinistra (palina) il tronco che risale da Callieri. Si segue in salita con ampi tornanti in un bel bosco di larici, in direzione del Rifugio De Alexandris-Foches al Laus. E’ possibile sfruttare le numerose scorciatoie per evitare gli ampi tornanti del tracciato. Continuando il tragitto al limitare del lariceto, si perviene ad un ultimo lungo traverso, che dapprima raggiunge i ruderi del “Ricovero artiglieria al Lago di San Bernolfo” e successivamente il “Rifugio De Alexandris-Foches al Laus” (m. 1910 – 45 min.).

Rifugio De Alexandris-Foches al Laus

Rifugio De Alexandris-Foches al Laus

Di qui la strada in pochi minuti conquista l’ampia sella erbosa del Colletto del Laus (m. 1927) dove sorge un ex ricovero militare ristrutturato e a destra parte la mulattiera per la Rocca di S. Bernolfo. Si prosegue brevemente in discesa per contornare la sponda occidentale del Lago di San Bernolfo (m. 1913). Si lascia a sinistra, poco sopra il lago, la traccia per il Colle della Guercia per inoltrarsi in direzione sud, con una serie di tornanti con pendenza costante, nell’ampio vallone di Collalunga. Si supera una balza rocciosa che nasconde una conca con il Lago di Mezzo (m. 2282 – 2h). Proseguendo sulla mulattiera che serpeggia tra le ondulazioni del vallone, oppure su una buona scorciatoia che inizia poco sopra il lago (tacche arancione), si raggiunge in breve tempo la Caserma difensiva di Collalunga (m. 2428 – 2 h 20′) costituita da un grande ricovero militare in grado di ospitare fino a 60 uomini, con davanti una singolare struttura in cemento armato rappresentante una prua di nave protesa verso valle.

Si contorna a sinistra la cordonata rocciosa che rinserra i laghi di Collalunga, dove la strada termina a poche decine di metri dal maggiore (m. 2429) per lasciare il posto ad un sentiero che risale in direzione SO il pendio a meridione del lago e raggiunge in breve il vicino Passo di Collalunga (m. 2530 – 2h 45′). Il passo si apre tra la Cima di Collalunga (m. 2759) e la Cima Ovest della Testa dell’Autaret (m. 2754) ed è percorsa da una mulattiera fatta costruire tra il 1431 e il 1438, da Paganino del Pozzo intendente delle Gabelle sabaude a Nizza (da “Valichi di Provenza” – Michelangelo Bruno).

Panoramica Vallone di Collalunga

Panoramica Vallone di Collalunga

 

Dallo spartiacque si svolta a levante (sinistra) e si risale la dorsale dell’Autaret con alcuni tornanti. Giunti sotto la Cima Ovest la si aggira su sentiero sul lato francese, guadagnando in breve il colletto tra la Cima Ovest e la Cima Centrale. Piegando quindi a destra sull’arrotondato spartiacque si raggiunge la Cima Centrale dell’Autaret (m. 2763 – 3h 15′).

Cima centrale Tete de l'Autaret (m. 2763)

Cima centrale Tete de l’Autaret (m. 2763)

Ritornati al colletto e’ possibile raggiungere in pochi minuti anche la Cima Ovest dell’Autaret (m. 2754) dove sorge una fortificazione in rovina.

Panoramica dalla cima occidentale

Panoramica dalla cima occidentale

Secondo Michelangelo Bruno l’oronimo Autaret deriverebbe (“Guida dei nomi di luogo della Alpi Marittime”) dal latino altus e coincide con luoghi elevati (pascoli) o culminanti (cime e valichi); mentre Colla-lunga (“Valichi di Provenza”) è un nome composto che deriva dal provenzale couolo lonjo il cui significato si addice all’aspetto allungato e piatto del tratto di spartiacque segnato dal valico.

La discesa al villaggio di S. Bernolfo si effettua sul percorso di salita.

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