Tete de l’Homme (m. 3202), Tete de la Frema (m. 3142) per il Passo di Terre Nere

  • Località di partenza: Chiappera – presso Grange Ciarviera
  • Quota di partenza: 1934 m
  • Dislivello: 1640 m
  • Tempo di percorrenza: 8 h 30′

Accesso stradale: Da Cuneo si prende per Caraglio, quindi per Dronero, risalendo la Val Maira fino ad Acceglio per raggiungere infine Chiappera (1661 m). Oltre il centro abitato, si lascia a sinistra la deviazione per il Rifugio Campeggio Campo Base, procedendo a destra su rotabile prima asfaltata, poi sterrata nel Vallone del Maurin (passando alla base della slanciata Rocca Provenzale), fino all’ ampio tornante oltre le Grange Ciarviera (m. 1934 – 4 km da Chiappera).

Si individua quindi sulla sinistra il ripido sentiero (segnalato da una palina) che si inoltra nel vallone dell’Infernetto. Si superano in sequenza una prima balza erbosa, quindi una seconda (dove e’ presente un prefabbricato adibito a ricovero dei margari) raggiungendo un ampio pianoro coperto da pascoli, che si attraversa fino al fondo, su sentiero molto evidente fino alla base di una bastionata rocciosa. Si segue quindi il lungo diagonale che da destra a sinistra la risale fino ad una valletta erbosa che si attraversa fino ad un bivio con palina di segnalazione (1 h 30 dalle Grange).

2013 Tete de l'homme 006Si trascura sulla sinistra il sentiero per il Colle dell’Infernetto, per seguire il tracciato che diritto ci porta a costeggiare i tre laghetti dell’Infernetto. Dal superiore puntiamo al pendio detritico che sale in direzione del Colle di Ciaslaras.

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Panoramica sul vallone dell’Infernetto e a destra la Guglia Bonacossa (m. 2810) risalendo il Passo Terre Nere.

Sulla sinistra e’ ben visibile la Tete de l’Homme ed il Passo Terre Nere. Raggiunto il Sentiero Cavallero contrassegnato da tacche rosso-blu, con traverso su sfasciumi, andiamo a raggiungere il canale alla base del Passo di Terre Nere. Lo si risale con ripidi tornantini su materiale instabile fino a raggiungere il tratto più delicato, protetto da catene fisse, costituito da un ripido ghiaione terminante su altrettanto ripido risalto roccioso, da un successivo stretto canale-camino a sinistra che porta ad una cengia piuttosto aerea e aggettante.

Superato un ultimo modesto muretto roccioso si arriva al Passo Terre Nere (m. 3035). Dal passo abbiamo una spettacolare vista sulla valle dell’Ubaye, sul Lac des Neuf Couleurs e sul maestoso gruppo dello Chambeyron (2 h dal bivio per il Colle dell’Infernetto).

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Il panorama dal Passo Terre Nere: da destra la Tête de la Frema, il Brec de Chambeyron e il Lac des Neuf Couleurs.

Si piega ora a destra (nord) su una cengia prima in falso piano, non facendosi ingannare dalle numerose tracce che risalgono da subito la china rocciosa, si supera un spaccatura nella roccia (ancora in direzione del colle Marinet), deviando quindi su una buona traccia su sfasciumi, che porta alla cresta, segnalata anche da alcuni ometti. L’ultima parte della salita avviene sul versante di sinistra, su traccia, spesso occupata fino a tarda stagione dalla neve, che raggiunge la vetta della Tete de l’Homme mt. 3202 (30 minuti dal passo).

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In cima alla Tete de l’homme (m. 3202)

Ritornati al Passo Terre Nere si segue il Sentiero Cavallero (tacche rosso-blu) che punta verso il Lac des Neuf Couleirs, superando una pietraia di grossi massi e infine risalendo fino al Col di Gippiera (m. 2930), da dove su sentiero sulla sinistra (levante), aggirando alcune roccette a metà del percorso,  perviene alla cima della Tete de la Frema (m.3142, 1 h 15 minuti dalla Tete de l’Homme).

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In cima alla Tete de la Frema (m.3142)

Si procede a ritroso fino a raggiungere il Colle, dove alla palina si devia sulla sinistra seguendo il sentiero S18 che con ripidi tornanti raggiunge il bel Lago del Vallonasso di Stroppia e successivamente il Bivacco Barenghi (m. 2815 – 30 minuti dalla cima).

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Il Bivacco Barenghi con alle spalle la parete est del Brec de Chambeyron (3389 m.)

Davanti al Bivacco si intercetta il sentiero Dino Icardi (tacche giallo-blu) che in direzione dell’evidente Finestra di Stroppia, con percorso discendente, taglia la china di materiale detritico fino quasi a raggiungere una pozza d’acqua, quindi svolta a sinistra in direzione del valico tra la Cima Finestra e la Guglia Bonacossa.

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La Finestra di Stroppia

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La discesa dal Barenghi sul sentiero Icardi

Superato il valico si raggiunge una prima selletta, da dove è già possibile vedere la conca sede del Lago di Finestra. Raggiunto il Lago, lo si oltrepassa sulla sponda orientale, per risalire una costola rocciosa e ridiscendere  un ripido sentiero in terra e detriti che porta a una cengia che con ampio semicerchio prima in falsopiano, quindi con una breve salita su roccia più stabile raggiunge il Colle dell’Infernetto (m. 2783, 1 h 15 m dal Bivacco Barenghi).

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Lago di Finestra (m. 2784)

Il sentiero prosegue ripido sulla destra, attrezzato nella prima parte, per permettere la discesa nel franoso versante, e portarsi nel canale detritico, fino a raggiungere una pietraia più stabile e successivamente il bivio per i laghi dell’Infernetto e il Passo Ciaslaras. Si segue ora a destra il sentiero che per il Vallone inferiore dell’Infernetto ci permette di raggiungere le Grange Ciarviera (h. 1.3o dal Colle dell’Infernetto).

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