Punta Gnifetti (Capanna Margherita) m. 4554 – Balmenhorn (Cristo delle Vette) m. 4167 – 10 agosto 2013

Accesso: Lasciata l’autostrada Torino-Aosta al casello di Pont-St.-Martin, si imbocca la Strada Regionale 44 della valle di Gressoney, attraversando nell’ordine i comuni di Lillianes, Fontainemore, Issime, Gaby e Gressoney Saint-Jean, fino ad arrivare a Gressoney-la-Trinité. Si prosegue ancora per 4 km fino a raggiungere Staffal. Da Staffal, si prendono gli impianti di risalita per il ghiacciaio di Indren. La prima telecabina raggiunge la stazione intermedia dell’Alpe Gabiet a pochi minuti dal Lago del Gabiet. La seconda raggiunge direttamente il Passo dei Salati dal quale parte la nuova funivia per Indren.

Raggiunta Punta Indren (m. 3260)  il nostro cammino inizia percorrendo un primo tratto detritico (variabile a seconda della stagione), quindi ci si porta sul Ghiacciaio di Indren vero e proprio. Lasciando sulla destra la traccia che porta alla Punta Giordani, si punta alla bastionata rocciosa alla sinistra, che sorregge il Ghiacciaio di Garstelet e la si supera utilizzando due possibili varianti, un primo sentiero più a sinistra che ci porterà direttamente al Rifugio Mantova (con un breve tratto attrezzato), mentre il secondo a destra più in alto ci permette di arrivare, sempre mediante un tratto attrezzato, alla base del Ghiacciaio Garstelet. Di qui possiamo scegliere se ridiscendere al Rifugio Mantova (3498 m), a sinistra in basso, in pochi minuti, oppure proseguire sulla traccia che risale il ghiacciaio fino alla Capanna Gnifetti (3611 m).

Dal Rifugio Mantova si risale il ghiacciaio sino a portarsi sotto al Rifugio Gnifetti. Lo si aggira sulla destra per pendii non ripidi e si raggiunge un’ampia zona pianeggiante, con qualche crepaccio. Si prosegue attraversando l’intero plateau in direzione del margine sudoccidentale della Piramide Vincent. Si risale il ghiacciaio del Lys inizialmente in diagonale verso sinistra, lungo una rampa piuttosto ripida, quindi si prosegue su pendenze più moderate, senza mai allontanarsi troppo dalle ripide pendici della Vincent; E’ questo il tratto più insidioso, anche per la presenza di profondi crepacci che costringono ad alcuni passaggi obbligati. Superata una serie di dislivelli irregolari (con pendenza mai superiore ai 35°), si raggiunge la conca nevosa sottostante il Balmenhorn. In caso di necessità dovuta al cattivo tempo o altro, è importante sapere che sul Balmenhorn c’è il Bivacco Giordano, utile a ripararsi.

Lo si lascia sulla destra e si prosegue lungo l’ampia traccia che porta in direzione del Colle del Lys (4248 m). Lasciando a destra in sequenza il Corno Nero e la Ludwigshohe, si raggiunge il colle,  e seguendo la traccia che scende attraversando a mezza costa il pendio a nord della Punta Parrot, si perviene ad una conca sottostante il colle Sesia (4299 m). Qui si riprende a salire tagliando in obbliquo sotto alla Punta Gnifetti fino a raggiungere i pendii che portano al Colle Gnifetti (4454 m). Dal Colle si piega verso destra, si attraversa un breve plateau e per un ultimo ripido pendio si risale il versante occidentale della Punta Gnifetti fino a guadagnarne la vetta ed il Rifugio Capanna Margherita.

Si ritorna dall’itinerario di salita, fino a giungere in vista dell’affioramento roccioso che costituisce il Balmenhorn. Si lascia sulla destra la traccia che scende ai Rifugi Mantova e Capanna Gnifetti per seguirne una che taglia verso la sinistra dello sperone roccioso, giungendo dopo un breve tratto pianeggiate alla base est della piccola cima. Superato questo ultimo tratto roccioso, con l’aiuto di gradini metallici e una corda fissa, giungiamo alla statua del Cristo delle Vette (m.4167). Poco più in basso a sinistra è presente il Bivacco Giordano.

Si ritorna quindi sui propri passi, andando ad intercettare il tracciato che dal Colle del Lys porta alla Capanna Gifetti e al Rifugio Mantova.

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