Monte Saben (m. 1670) e la via delle meridiane

Da Borgo S. Dalmazzo si sale alla frazione di S. Antonio Aradolo. Dalla piccola borgata si prosegue ancora per circa 600 metri fino a raggiungere Tetto Pilone (m. 1090), dove si lascia l’auto in un buon parcheggio dietro una cappelletta con meridiana annessa.

La cappelletta dalla partenza

La cappelletta dalla partenza

La strada ancora asfaltata inizia con modesta pendenza. Al termine dell’asfalto (m. 1150), lasciamo sulla destra un sentiero che porta sul monte Croce, proseguendo sulla comoda carrareccia, che continua per un buon tratto in falsopiano con brevi saliscendi, incontrando nell’ordine sulla destra il Sentiero delle Meridiane, quindi dopo circa 100 metri il bivio per Moiola. Si continua in un bosco di faggi dove sulla sinistra incrociamo il sentiero proveniente dai Tetti Baral. Si prosegue ancora fino ad un bivio dove, lasciata sulla destra la strada che, sul versante valle Stura porta alle case del Chiot della Gorgia, ci si innalza sulla sinistra, fino ad un colletto. Proseguendo ancora su evidente sentiero, (sempre sul versante Valle Stura), si perviene sulla Colla della Croce (m. 1278), che si affaccia sul versante Valle Gesso. Oltre il colle il faggeto prosegue sullo spartiacque, piega verso sud, contorna sulla sinistra la cima della Piastra (m. 1449) e ci porta sul colle omonimo (m. 1386).

2013 Monte Saben 006

Colle della Piastra con la cima omonima alle spalle

Dal Colle proseguire per traccia prima su cresta, quindi col sentiero ben evidente a mezzacosta sul versante valle Stura, seguendo i classici segni bianco rossi. Al bivio si procede sul sentiero superiore, prestando attenzione all’ultimo tratto nel bosco, sia per la pendenza che per il fondo, sdrucciolevole in caso di pioggia o ghiaccio. Sulla cima e’ presente, la croce di  vetta sul versante Valle Stura, mentre sul versante Valle Gesso una curiosa meridiana con sopra saldati piccoli cannocchiali puntati sulle maggiori cime del cuneese.

Cima del Monte Saben (m. 1670)

Cima del Monte Saben (m. 1670)

Il ritorno avviene per la traccia di salita, con una possibile deviazione sul sentiero delle meridiane e per il Monte Croce.

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